Ischia News ed Eventi - Enzo ed io la politica del consenso contro la politica del potere di Giuseppe Mazzella

Enzo ed io la politica del consenso contro la politica del potere di Giuseppe Mazzella

Storia
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Il periodo professionale ed umano più bello della mia vita va dal 1972 al 1975, con l'esperienza de "Il Giornale d'Ischia" con Franco Conte. Avevo 22 anni ed ero studente di Economia e Commercio, socialista ma anche liberale, certamente laico ed anticlericale.

Quei 4 anni furono decisivi e confusionari, dove mischiavo studio, lavoro, amori, politica. Non avevo coscienza di stare nel "gruppo del '72", come Enzo chiamava i suoi amici per la "politica delle opere". Ero un ragazzino e non sapevo di fare parte di un progetto di modernizzazione del sistema economico e sociale, non solo del Comune di Ischia ma di tutta l'isola.

Enzo mi trattava con una straordinaria simpatia umana, anche se non ero democristiano. Quella simpatia divenne stima reciproca, diventata amicizia fraterna dopo la morte di Franco Conte, il 15 agosto 1988.

La "politica delle opere" di Enzo è stata talmente potente, in appena 10 anni - 1978-1988 - che è rimasta un'eredità permanente per tutti i successori. Avrei voluto fare qualcosa anch'io per la mia Casamicciola. Almeno risolvere il problema secolare del Pio Monte della Misericordia.

Enzo insegnava che "si poteva fare". Che anche quello che sembrava impossibile si può realizzare se si sanno usare le leggi della Repubblica.

Ho molti aneddoti nei miei ricordi con Enzo. Come quella telefonata per scrivere il pezzo per l'ANSA per l'inaugurazione, col ministro Antonio Gava, del Palazzetto dello Sport. Gli chiesi: «Con quale legge lo hai fatto?». Enzo rispose: «Con la 219 del terremoto dell'Irpinia, ma non lo mettiamo». Era riuscito ad avere fondi per opere pubbliche dalla 219 pur essendo Comune della "seconda fascia", non colpito direttamente dal terremoto. Rimasi ancora una volta colpito dalle sue capacità di amministratore di enti locali.

Poi, nel 1989, mi volle con lui a San Vittore del Lazio, insieme a tutta la stampa napoletana, per inaugurare l'Acquedotto della Campania Occidentale, che portava, dopo anni ed anni di lentezza amministrativa, l'acqua a Napoli ed a tutta l'area metropolitana, dopo la grande penuria degli anni '80, quando furono riscoperti i pozzi sorgivi in Campania per mantenere in vita il sistema agricolo.

Poi il giorno incredibile del 29 giugno 1990. La morte improvvisa, a 52 anni, dopo le elezioni da primo degli eletti alla Regione e destinato ad essere il presidente della Giunta regionale. Avrebbe attuato anche a quel livello la politica del consenso contro la politica del potere.

Mi resta nel cuore e nella mente. Sempre. Sempre.

G. M.