Non intendo partecipare alla polemica – incresciosa – della nuova intitolazione della Biblioteca Antoniana, la più antica dell'isola d'Ischia, voluta e creata nel 1944, in piena guerra, da Mons. Onofrio Buonocore.
La polemica è in sé medesima e credo che il prof. Raffaele Castagna, 87 anni, da mezzo secolo direttore e costruttore de “La Rassegna d'Ischia”, fondamentale rivista storica, nel sottolineare nell'ultimo numero l'intitolazione della Biblioteca alla memoria del dottor Pietro Greco, giornalista scientifico di fama nazionale, prematuramente scomparso da alcuni anni, abbia voluto manifestare una perplessità e un'amarezza e voluto determinare un dibattito.
Raffaele – al quale sono legato da antica amicizia, carica di affetto e stima – ha speso tutta la sua vita per la valorizzazione dei beni culturali dell'isola d'Ischia e di ogni scritto, carta, oggetto che potesse confermare la grandezza storica dell'isola, oltre un paesano campanilismo.
Per oltre 10 anni si è battuto – ricordandolo in ogni numero della sua rivista – per l'apertura e la fruizione del Museo di Pithaecusa in Villa Arbusto a Lacco Ameno, perché considerato faro inscindibile della Storia della prima colonia greca dell'Occidente, come scoprì il prof. Giorgio Buchner.
E come per il Museo di Pithaecusa ha dato il suo sostegno all'apertura e alla valorizzazione di tutti i Musei Civici delle Comunità isolane, non mancando di esternare durissime critiche alle classi dirigenti dei Comuni per l'abbandono, la trascuratezza, la chiusura dei siti culturali.
È stato ed è – la produzione letteraria non solo della rivista, ma di tutti i suoi libri lo dimostra – un sostenitore del “museo diffuso” dell'intera isola, poiché ogni emergenza storica, piccola o grande che sia, merita una responsabile attenzione.
La storia dell'Antoniana
È chiaro che la Biblioteca Antoniana, fondata da Mons. Buonocore, ha dato il via non solo alla valorizzazione dei beni culturali, ma ha dato inizio all'associazionismo culturale oltre gli steccati religiosi e politici, facendo nascere una classe dirigente di “intellettuali”.
Stupisce che una Biblioteca, lungamente trascurata nel decennio 1980-90 fino all'abbandono, ma poi riscoperta e valorizzata dal Comune di Ischia, non conservi memoria della Costituzione “giuridica” di se stessa, perché Mons. Buonocore non solo costituì a sue spese, soprattutto e solo col sostegno di pochi amici, la biblioteca, ma si preoccupò anche della continuazione dell'opera oltre la propria vita, poiché costituì un “ente morale” riconosciuto dal Presidente della Repubblica, con un proprio consiglio di amministrazione, propri soci e proprio bilancio.
L'ente morale contrasse contratto di enfiteusi con l'attiguo Convento di S. Antonio per l'uso perpetuo dei locali e quindi la dedica a S. Antonio da Padova e la denominazione “Antoniana”.
Mons. Buonocore costituì anche, con lo stesso metodo, il Centro Studi sull'isola d'Ischia, di cui abbiamo memoria nel primo volume degli Atti 1944-1970, per merito del prof. Cristofaro Mennella di Casamicciola, che curò il volume pubblicato dall'Ente per la Valorizzazione dell'isola d'Ischia (EVI), allora presieduto dall'avv. Giovanni Di Meglio di Barano.
Alla morte, avvenuta nel 1968, di Mons. Buonocore, l'Ente Morale Biblioteca Antoniana fu presieduto dall'avv. Mario Buono di Barano, che nel 1983 convocò un'assemblea di sostenitori – alla quale, su suo invito, partecipai – dove l'avv. Buono sottolineò la mancanza di fondi che rendeva impossibile la continuazione dell'ente e quindi propose lo scioglimento dell'ente ed il trasferimento dei beni mobili e delle finalità al Comune di Ischia.
L'assemblea approvò a maggioranza la deliberazione di scioglimento e il trasferimento dei beni mobili, col patrimonio librario, al Comune di Ischia.
L'avv. Mario Buono – come riporto nel mio libro “Tempi d'Ischia” (1988 – Editoriale Ischia S.a.S.), in un Ricordo di Lui – comunicò la decisione di passaggio della Biblioteca Antoniana al Comune di Ischia nel corso della presentazione del libro di Mons. Pasquale Polito “Ibsen e Renan ad Ischia”.
L'avv. Buono continuò la tradizione istituita da Mons. Buonocore di tenere ogni anno, il 13 giugno, festività di S. Antonio, il “Convegno degli Intellettuali dell'isola d'Ischia”.
L'avv. Buono, come è riportato nel mio libro, affermò che “solo il Comune sarà capace di continuare le finalità dell'istituzione”.
“Ma desidero che questa istituzione – disse – che è nata per volontà della Chiesa continui a vivere in altra forma, ma sempre all'ombra della Chiesa”.
“Qui la Cultura ha affratellato tutti gli aderenti alla Biblioteca Antoniana ed al Centro Studi sull'isola d'Ischia – disse ancora – al di là delle convinzioni religiose e delle opinioni politiche, dimostrando che il valore della Cultura è universale”.
Appello per le Biblioteche
Le biblioteche sono beni culturali al pari di un palazzo o un dipinto, ma sono soprattutto centri culturali dove il libro è solo mezzo per un incontro, un dibattito, una riunione e quindi centri di formazione del pensiero libero.
Miggi Calise, presentando il suo libro così ricco di Storia e poesia, “Cattura la luna” (2026, Di Mauro Editore), lo scorso 19 marzo in Villa Arbusto a Lacco Ameno, ha lanciato un appello per la fondazione di due Biblioteche, una a Casamicciola, il suo “luogo del cuore”, ed un'altra a Forio, dove ha trascorso i più felici anni della sua vita col defunto marito, dott. Nino Caporale, e con i primi anni di Andrea, il figlio della coppia, ed ha destinato tutti i proventi del libro a questo scopo.
Un “Comune unico” per i beni culturali
Un processo di intercomunalità fra i sei Comuni, in attesa di una evidenza per un Unico Comune, del quale parlo, scrivo e sostengo da 50 anni, dovrebbe partire dalla valorizzazione e dal potenziamento dei beni culturali presenti – chi più, chi meno, di valore – in tutte le Comunità Isolane, che vanno, paradossalmente, oltre il numero sei, poiché forse questa era l'intuizione e la volontà di uomini come Mons. Buonocore e l'avv. Mario Buono, perché forse questa era la missione di quelli che Buonocore chiamava “gli intellettuali”, convocati ogni 13 giugno.
Più di un nome illustre per una biblioteca antica, Ischia ha bisogno di questo.
Casamicciola, 11 agosto 2026
Giuseppe Mazzella – il Continente –
