Ischia News ed Eventi - Il buio in pieno sole

Il buio in pieno sole

Politica
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Niente - a mio parere - è più necessario oggi di una forte politica di programmazione economica e, per converso, di pianificazione territoriale.

A livello nazionale e, di necessità, a livello locale della nostra isola d'Ischia dove, per la dimensione di media città italiana (60 mila abitanti circa, un'economia egemone fondata sul turismo o sull'accoglienza di ospiti) e di geografia circondata dal mare, necessariamente circoscritta, le problematiche del "troppo sviluppo" o dello "sviluppo senza forti regole con forza di legge" si vedono a occhi nudi ma devono essere esaminate e discusse da una minuziosa statistica sia descrittiva sia inferenziale.

La politica di programmazione è imperativa, cioè vincolante. Non è una "moral suasion", cioè indicazione non vincolante, ma un evidente richiamo al buon senso. Purtroppo il buon senso deve essere imposto col divieto, con l'obbligo di fare o di non fare, e questa politica di programmazione imperativa deve essere redatta ed attuata dai Comuni.

La richiesta ultra trentennale di un Comune Unico non nasce da una romantica aspirazione di quattro visionari. Nasce da un'evidenza economica e sociale per difendere uno sviluppo raggiunto e per cercare di accrescerlo nelle possibilità disponibili affinché la nostra terra non diventi per i nostri giovani (abbiamo 3.500 studenti nelle scuole superiori) una terra di emigrazione come cento e più anni fa.

Non si tratta - nella mia richiesta di programmazione - di un nostalgico ricordo del sessantottino che leggeva e si appassionava ai libri di Ugo La Malfa e di Giorgio Ruffolo. Ma della registrazione di un'evidenza perché abbiamo in agosto un'isola non vivibile ed abbiamo enormi squilibri socioeconomici tra località, accentuati dai catastrofici eventi naturali del 2009, 2019 e 2022 che hanno colpito essenzialmente Casamicciola, che hanno logicamente imposto una "ricostruzione" che sta diventando perpetua, già con 4 Commissari di Governo che la stanno realizzando a macchia di leopardo nella ricostruzione delle case e con una lentezza insopportabile nella ricostruzione di edifici pubblici - scuole soprattutto - e di opere pubbliche come ripristino di strade, costruzione di nuove strade e nuovi parchi pubblici, oltre a centri scientifici di valore come era l'Osservatorio Geofisico della Gran Sentinella, chiuso nel 1923.

Entusiasmo per la programmazione pubblica

Oggi deve ritornare una passione civile per la programmazione pubblica come quella degli anni '60-'70 e cioè per una svolta politica che vede protagonista il Governo e gli enti locali con i loro uomini politici.

Furono in quegli anni soprattutto due giornali settimanali di schieramento che formarono una nuova classe dirigente: il mondo di Mario Pannunzio e L'Espresso di Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari, che completò l'opera stimolatrice con il quotidiano La Repubblica nel 1976.

Quelle polemiche e quelle richieste per uno Stato che non solo controllasse l'economia ma che fosse esso stesso "imprenditore" ebbero nell'ambientalismo e nel rilancio del Mezzogiorno i cavalli di battaglia. Le battaglie per l'Ambiente di Antonio Cederna e la nascita di "Italia Nostra" e le azioni concrete della Cassa per il Mezzogiorno di Giulio Pastore e Gabriele Pescatore sono gli esempi emblematici, anche se non esaustivi.

Quel clima, quelle azioni, quella politica pubblica li ritengo attuali proprio quando proponiamo un Fronte Unitario per l'Ambiente, lo Sviluppo ed il Lavoro nella nostra isola. Ma senza Politica, cioè senza militanti nei consigli comunali, nel consiglio regionale e nel Parlamento, possiamo fare ben poco.

"Le politiche neoliberiste si sono rivelate inadeguate per realizzare uno sviluppo strutturale e ad affrontare le crisi economiche", ha affermato il mio amico prof. Amedeo Lepore scrivendo su Il Mattino di domenica 27 settembre 2026, parlando del "governo della globalizzazione", che è la "vera sfida".

È una sfida che deve essere trasferita nei sistemi locali di sviluppo e nel nostro, che si chiama "Ischia".

Nel 1973, con il Giornale d'Ischia, lanciammo la sottoscrizione per le pinete libere. Non pensavamo che avremmo avuto tanta partecipazione - oltre 4 mila firme, fra cui deputati e soprintendenti - ma sette anni dopo, con Enzo Mazzella sindaco d'Ischia, il sogno divenne realtà e nacque con lui una "politica per le opere pubbliche" che fu massiccia e realizzata in sette anni.

Il Fronte per l'Ambientalismo, per lo sviluppo ed il lavoro che abbiamo costituito presso la sede della CGIL può avere successo se ritornerà la voglia di partecipazione dei cittadini, dei sindaci e dei consiglieri comunali dei sei Comuni, perché senza partecipazione anche quello che è Giusto non accade.

G. M.