Sul Corriere della Sera di oggi, 11 febbraio 2026, nella sezione “Primo Piano”, è stata pubblicata un’intervista al professor Giulio Tremonti, 78 anni, deputato di Fratelli d’Italia, già Forza Italia, già Ministro dell’Economia, e in passato tra i giovani economisti di Reviglio detti “Reviglio Boys”, quindi già socialista.
Il titolo dell’intervista: “Costruiamo una Nazione europea ripartendo da Ventotene. L’Unione può essere confederale”. Il giornalista Federico Fubini intervista Tremonti.
Nelle prime righe dell’intervista Tremonti sostiene che si può ripartire dal Manifesto di Ventotene “escludendo la parte terza collettivista, comunista, della quale si può dubitare”. Non ho proseguito nella lettura, indignato. Mi stupisce – ma non troppo – che il giornalista non abbia ribattuto.
Chiedo che lo facciano la Fondazione Altiero Spinelli e il Movimento Federalista Europeo, perché in tutto il Manifesto non compare il termine “comunista”. La condizione politica di Altiero Spinelli è ricordata sulla lapide posta nella piazzetta di Ventotene, che chiunque può leggere.
La terza parte del Manifesto fu scritta, per volontà di Altiero Spinelli, da Ernesto Rossi (1898-1968). Chi fosse Rossi nell’Italia del secondo dopoguerra è noto agli studiosi della “terza via” e agli amici de Il Mondo. È Rossi che, nella terza parte del Manifesto, afferma che la sua Europa “sarà socialista”. Rossi usa il termine “socialista”, non “comunista”, e propone un concetto di socialismo mai visto nella storia e non rappresentato in Italia.
Rossi non fu mai socialista né socialdemocratico, né iscritto al PSI o al PSDI. Era sempre un “liberale” a suo modo, ma critico verso i “padroni del vapore”. Aderì al Partito Radicale nel 1955 come liberale di sinistra, per poi uscirne.
Affermare che la terza parte del Manifesto sia “comunista” è un errore storico grave, forse strumentale, per marcare una presunta appartenenza alla “destra” e per giustificare l’idea di una “Nazione europea”, mai concepita da Spinelli, Rossi e Colorni. Ma questi sono i tempi.
G. M.
