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Ischia, l’ora più buia della sua storia civile

Storia
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Nella storia economica e politica dell’isola nel secondo dopoguerra — quello che ha segnato lo straordinario sviluppo turistico — questa è per Ischia l’ora più buia. L’isola ha perso completamente la sua valenza economica e politica sul Continente, dal quale in passato otteneva un’attenzione fondamentale per i suoi problemi di socialità e di sviluppo.

Dilettanti studiosi della storia di Ischia dovrebbero dedicare più tempo a studi e ricerche sulla storia moderna e contemporanea dell’isola, perché in un mondo globalizzato, segnato dal trionfo della libera concorrenza, conta più di tutto la storia economica.

Negli anni Cinquanta del Novecento il disegno di sviluppo partì da un convegno tenutosi a Casamicciola, nel salone centrale del complesso del Pio Monte della Misericordia. Fu promosso dai sei sindaci dell’isola, dalla nascente classe imprenditoriale e da quella della società civile. La testimonianza di quel convegno è consegnata ai posteri dal libro di memorie del prof. Vincenzo Mennella (1923-1995), sindaco di Lacco Ameno.
«Furono gettate le basi per il disegno di sviluppo», scrive Mennella, rammaricandosi di non aver ritrovato tra le sue carte il documento finale di quel convegno.

La classe dirigente dei sei Comuni si incanalò nella Democrazia Cristiana, all’ombra di Santa Madre Chiesa, e nacque dal Comitato diocesano dei Comitati Civici il potente strumento politico della Chiesa, in contrapposizione al Fronte Popolare socialcomunista.

Quella classe politica locale, però, crebbe. Costituì in ogni Comune la sezione della DC e interloquì con deputati, senatori e ministri. Nel 1952 fu approvata la costituzione dell’Ente Speciale per la Valorizzazione dell’Isola d’Ischia (EVI), di durata ventennale, unico nel Mezzogiorno, che rafforzò il sostegno dello Stato centrale affiancandosi alla Cassa per il Mezzogiorno, la quale nel 1958 realizzò la condotta sottomarina di 50 chilometri: una delle più grandi opere infrastrutturali d’Europa.

Divenuta adulta, quella classe politica espresse negli anni Settanta tre consiglieri provinciali e poi, negli anni Ottanta, un consigliere regionale. Anche il PSI, come alternativa alla DC, crebbe e negli anni Settanta e Ottanta del Novecento poté contare su un consigliere, un assessore e un presidente della Provincia di Napoli, oltre a un assessore regionale.

Ischia contava sul Continente come una metropoli.

Oggi è ridotta a colonia politica dei partiti liquidi della Seconda Repubblica, nella piena applicazione — sempre vigente e più forte di un testo sacro — del Manuale Cencelli.

È l’ora più buia della sua storia civile negli ultimi ottant’anni.

G. M.