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"...Sii in Pace con Dio, comunque tu lo concepisca e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la Pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita". La lettera trovata nella chiesa di San Paolo a Baltimora, Canada, nel 1692, leggendaria per il suo compendio di saggezza, mi è venuta naturalmente alla mente entrando domenica 15 maggio alle 9 nella Basilica Pontificia di San Vito, la "Chiesa Madre" di Forio.

Forio è il più esteso dei sei Comuni dell'isola d'Ischia con i suoi 13 Kmq. ed il secondo per numero di abitanti (17mila) dopo la Città d'Ischia. Wladimiro Frenkel nella sua "Nuova Guida dell'isola d'Ischia" del 1934 la definiva con grande efficacia la "seconda Capitale dell'isola" dopo la Città d'Ischia sia per la sua fiorente economica agricola fondata sulla produzione e la commercializzazione del vino sia per la sua ricchissima storia.

Se volessimo ricordare gli anni della Dolce vita ischitana quale potrebbe essere il simbolo per poterla identificare? Il panfilo “Sereno” di Angelo Rizzoli che ospitava il “mondo” al largo di Lacco Ameno? Oppure Burton e Taylor con le loro litigate in occasione delle riprese del kolossal "Cleopatra"? E perchè non Mina che duetta con Paul Anka al Rancio Fellone?. Tutti questi personaggi hanno un comune denominatore: la Motocarozzella.

Si perché tutti hanno usato almeno una volta lo storico mezzo che l’ischitano «Ciccio» Francesco Di Meglio inventò in un modo molto originale: un giorno staccò dal suo calessino il pony e vi attaccò uno dei primi modelli di Vespa Piaggio. Foto dell’epoca che ritraggono i Vip che si muovono sulla motocarrozzella hanno fatto il giro del mondo, e sono entrate a far parte della nostra tradizione, con quel tocco folkloristico che si rifletteva nelle variopinte tappezzerie addobbate con fantasia; pon-pon, corni rossi, immagini sacre e campanellini mescolati insieme con piume e nastri che davano un aspetto festaiolo, grazie alla spensieratezza degli ischitani fantasiosi dell’epoca.

Francesco è un vecchietto minuto, con occhi vispi e acuti sul viso rugoso, con lineamenti da ragazzino.

Ha trascorso la vita tra le rocce ed i sentieri dei Frassitelli, insieme al suo gregge di pecore e capre, compagne di una vita solitaria e libera.

Il suo mondo, ricco di vita intima e meditativa, è caratterizzato da silenzi e contemplazioni, tra armonici suoni della natura e il belare di quelle misteriose creature alle quali ha dedicato la sua esistenza.

Suggestione, incanto, fascino, carisma e devozione sono il cocktail perfetto per rendere il 29 e il 30 settembre due giorni indimenticabili.  La potremmo chiamare la favola di San Michele per quanto è bella. Si, perché ogni anno il 29 e 30 settembre, a S’Angelo sembra di vivere in una bellissima fiaba dove non ci sono ne streghe ne orchi, ma solo  magnifiche emozioni, che si provano in un paesaggio incantato, che vive un fantastico viaggio, in un mondo fatato e  parla il linguaggio della profonda fede, laddove esiste un unico, bellissimo  principe che, dall’alto del suo trono, sconfigge il male ed unisce tutti gli uomini: L’ARCANGELO SAN MICHELE “.

Il 12 settembre festa di Santa Maria, ancora quest’anno saranno in migliaia i pellegrini che faranno visita alla Chiesa più in alto del Comune di Forio. Ed ancora una volta in un luogo simbolo del culto della Madonna per la gente della intera isola d’Ischia si rinnoverà la tradizione nel segno della preghiera, della devozione e dello stare bene insieme. Ritornano alla mente le indimenticabili giornate passate con i Nonni, con le zie, con gli amici eredi delle famiglie storiche che un tempo popolavano l’area pedemontana di Forio.

Tantissimi sono gli eventi e le feste che, soprattutto nella stagione estiva, vivacizzano le serate ischitane donando luci, colori, specialità gastronomiche, folklore ed emozioni, ore piacevoli da trascorrere all’insegna della cultura e della tradizione. La festa di Sant’Alessandro, venerato durante il mese di Agosto, prevede una sfilata di ricchissimi costumi d’epoca, la partenza è dal Castello Aragonese che, anche in quest’occasione fa da sfondo, scenario unico ad una bellissima e sentita festa popolare;

Lo scenario è quello magico della Baia di Ischia Ponte: il Castello Aragonese emerge dalle acque come simbolo di storia, cultura ed architettura del passato divenendo principale interlocutore del borgo di Celsa che lo elegge punto di riferimento da amare e rispettare. La Baia, delimitata dal lungo pontile aragonese di accesso al Castello inquadra la Torre di Guevara, altra emergenza monumentale dell’isola, e la piccola Chiesina di S.Anna che, a picco sul mare, diviene punto focale per quanti attraversano la baia con la barca. A questa Santa è dedicata la festa del 26 luglio, che ha origine lontanissime nella tradizione sacra dell’isola.

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